La Pugilistica in prima linea per la boxe paralimpica

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Se c’è un insegnamento nel pugilato è proprio quello che riguarda il rispetto. Non sul ring, dove si combattono battaglie al di là della sopportazione, ma fuori. Quello che, in palestra, viene insegnato come valore fondamentale verso il prossimo. E non importano sesso, colori o religione. E’ quello che fa in modo che tu possa arrivare in orario o avvertire se arrivi in ritardo, quello che fa in modo che le ingiustizie degli altri siano anche le tue. Ed in questo senso, credetemi, non c’è una scuola come quella di Viale Trieste 143. Fatta di uomini, prima ancora che di maestri. Fatta di sangue e sentimento, prima ancora che di insegnamenti. Perchè si possa capire che stare in guardia non vuol dire solo difendersi, ma anche essere in prima linea per le cose in cui si crede.

E’ di Novembre scorso la partecipazione di Michele Brusaferro ai campionati italiani di Gym Boxe di Roma. La storia di Michele è un po’ la storia di tutta la palestra. Quella cioè di uomini che credono sia giusto combattere per cambiare regole ingiuste. Di uomini che hanno deciso di fare squadra per qualcosa in cui credono veramente. Di ritorno a Rovigo si è subito capito che la manifestazione romana è stata un punto di partenza, non di arrivo. Si sono subito cercate sinergie con altre realtà simili per sensibilizzare la Federazione (che già aveva, in parte, intuito il problema). E così, nella giornata di sabato 6 aprile il maestro Cristiano Castellacci ed i dirigenti Enrico Schiesaro e Michele Brusaferro partono alla volta di Livorno per un incontro in cui fare il punto della situazione sul tema.

I partecipanti alla riunione di Livorno a favore della boxe paralimpica

 

I lavori a Livorno

Nella sede dell’Accademia dello Sport di Livorno si ritrovano oltre dieci società pugilistiche, toscane e non. Nominarle tutte sarebbe impossibile e ce ne scusiamo. Oltre a loro era presente una commissione medica formata da 13 dottori che hanno affrontato il tema disabilità con la giusta professionalità. Si è percepita l’enorme volontà di iniziare un percorso che rappresenterebbe una svolta epocale, per il pugilato e per gli sport da combattimento. Si dovrà, ovviamente, provvedere ad una giusta classificazione degli atleti per distinguere (altrettanto ovviamente) la disabilità e partire con un percorso agonistico che tenga conto di tutte le sfaccettature che possano permettere agli atleti di confrontarsi alla pari su un ring.

I dirigenti della Pugilistica Rodigina a Livorno per la promozione della Boxe Paralimpica

 

La giornata è stata densa di emozioni, ci sono state sessioni di guanti e figure, attraverso i colpitori e si è avuta la possibilità di incontrare Erika Novarria, detta “Roccia” che ha avuto modo di volare fino negli States due anni fa ed allenarsi con un’altra atleta disabile. Non ci sono tempi certi o scadenze. Speriamo che un primo ed importante passo sia stato fatto e che l’equipe medica faccia le dovute valutazioni in modo da poter consentire, prima possibile, la stesura delle linee guida per far sì che questo sogno, diventi realtà. La Pugilistica Rodigina, come sempre, sarà in prima linea. Perchè essere è meglio che apparire.